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Lo studio del notaio Giovanni Roncoroni

si trova in Cesano Maderno (MB)

alla via Nazionale dei Giovi, 77/B

e via Mascagni n. 8

 

Gli uffici sono al primo piano del medesimo edificio che ospita la BCC Barlassina.

 

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News & Aggiornamenti

Ripristinata la detrazione pari a metà dell'IVA per le abitazioni in classe A e B

L'agevolazione, originariamente prevista per tutto il 2016 è stata ora prorogata a tutto il 2017. I presupposti sono sempre la classe energetica della abitazione (che deve essere A o B), avere acquistato entro il 2017 e avere pagato l'iva negli anni 2016 e 2017 e che l'intervento sia stato realizzato dalla impresa costruttrice (ma si ritiene anche dalla impresa che ha eseguito la ristrutturazione)

Novità di interesse nella legge di stabilità 2015

 

La legge di stabilità 2015 ha dato forza di legge alla circolare del 2012 della Agenzia del Territorio in cui si stabiliva che tutti i macchinari industriali, imbullonati o meno al suolo, sono decisivi per la destinazione economica di una unità immobiliare.  Ne consegue che, ad ogni macchinario ed impianto, sia esso fisso o meno, presente entro un’immobile adibito ad attività produttiva, viene assegnata una rendita catastale ed in conseguenza di ciò si pagherà l’Imu anche sui beni strumentali allo svolgimento di attività produttiva. In altri termini viene resa definitiva, in forza di legge, la tassazione patrimoniale dei beni d’impresa.

 

 

 

Rinuncia preventiva al diritto di recesso ex art. 2437 c.c.

 

Ai sensi dell’art. 2437 c.c. il diritto di recesso in capo al socio di società per azioni non può essere esercitato se il socio abbia concorso, esprimendo voto favorevole in assemblea, all’adozione della decisione legittimante il recesso ovvero se, pur non essendo intervenuto in assemblea, abbia preventivamente espresso il proprio consenso a tale decisione, assenso che potrebbe anche configurarsi in termini di rinuncia preventiva, la cui sussistenza va accertata con certezza in una manifestazione di volontà del socio individuata come avente tale rilevante contenuto (nel caso di specie il Tribunale di Genova ha escluso che il diritto al recesso fosse venuto meno per il fatto che il socio recedente, nell’ambito di un’assemblea ordinaria, avesse espresso il suo consenso alla convocazione dell’assemblea straordinaria avente all’ordine del giorno la delibera legittimante il recesso).

In base all’art. 2437 ter, ultimo comma, c.c. il socio che recede dal contratto sociale, qualora sorga una contestazione in merito ai criteri attraverso cui determinare il valore della quota, può richiedere che tale valore venga accertato tramite relazione giurata dell’esperto nominato dal Tribunale; l’esperto è chiamato in tal caso a provvedere anche sulla misura delle spese e sulla quota a carico di ciascuna delle parti.

 

 

 

Ripristinate le agevolazioni ex art. 32 DPR 601/73?

 

In sede di conversione del d.l. 12 settembre 2014 n.133 con legge 11 novembre 2014, n. 164, pubblicata sulla G.U. 11 novembre 2014 n. 262 suppl .ord. n. 85, è stata introdotto il comma 4-ter all'art. 20 del d.l. 133/2014 per effetto del quale si intendono “ripristinati” a partire dal 12 novembre 2014 (giorno di entrata in vigore della legge di conversione) i regimi fiscali di favore con riferimento agli atti e contratti ancorché stipulati a titolo oneroso

di trasferimento della proprietà delle aree previste dal Titolo III della legge n. 865/71, agli atti di concessione del diritto di superficie sulle aree stesse nonché agli atti e contratti relativi all'attuazione dei programmi pubblici di edilizia residenziale di cui al titolo IV della citate legge n.865.

Dette agevolazioni, già abrogate a partire dal primo gennaio 2014, come prontamente ribadito dall'Amministrazione Finanziaria nel contesto della circolare n. 2E del 21 febbraio 2014, parrebbero quindi essere ripristinate. A titolo di esempio, gli atti di “trasformazione” della proprietà superficiaria in proprietà piena cesserebbero di scontare un penalizzante 9% e potrebbero tornare a beneficiare nuovamente della esenzione.

Ovviamente l'incertezza normativa e le conseguenze delle sue ricadute rendono quantomai opportuno attendere un intervento chiarificatore dell’Agenzia delle Entrate.

 

 

 

Per il Tribunale di Torino la rinuncia all'azione di restituzione è ammissibile

 

Il Tribunale di Torino, con un interessante decreto (25 settembre 2014 n. 2298) afferma la legittimità della rinuncia all'azione di restituzione.

La motivazione sulla quale il Giudice torinese fonda il proprio provvedimento è che la rinuncia all'azione di restituzione, diversamente dall'azione di riduzione ex art. 557 c.c. che non è rinunziabile per espressa previsione di legge, ha natura reale e caratteristiche analoghe all'azione di rivendica.

Il Giudice mostra anche di condividere l'orientamento dottrinale consolidatosi dopo la novella del 2005 che introdusse la rinuncia all'opposizione ex art. 563 c.c. per la quale, in sostanza, la rinuncia all'opposizione equivale alla rinuncia alla azione di restituzione.

Questo sarebbe, in definitiva, il vero obbiettivo perseguito dal legislatore nel 2005: rendere definitivamente stabile e sicuro il trasferimento di immobili provenienti da donazione.

Si tratta di una interpretazione interessante, che si aggiunge ad un panorama dottrinale quanto mai vario (non tutti, ovviamente, concordano con la ricostruzione fatta dal Tribunale di Torino), ma è un segnale positivo al fine di contribuire a rendere più certa la circolazione di immobili di provenienza donativa.

 

 

E' possibile vendere un fabbricato senza il certificato di agibilità?

 

La risposta è positiva. Nonostante quanto comunemente si creda, il certificato di agibilità non è condizione per poter concludere la vendita di un fabbricato, ma attesta una qualità dell'immobile. Quindi è lecito vendere senza agibilità (perchè le parti si sono accordate per una riduzione di prezzo) ma attenzione: l'esonero dal prestare questa garanzia deve essere espressamente pattuito poichè, in assenza di un accordo, è implicita l'aspettativa dell'acquirente di acquisire un immobile agibile. La cassazione con la sentenza che segue conferma questo orientamento consolidato:

Cassazione, sentenza 11 ottobre 2013, n. 23157, sez. II civile

Nella vendita di immobili destinati ad abitazione, il venditore-costruttore ha l'obbligo non solo di trasferire all'acquirente un fabbricato conforme all'atto amministrativo di assenso della costruzione e, dunque, idoneo ad ottenere l'agibilità prevista, ma anche di consegnargli il relativo certificato, curandone la richiesta e sostenendo le spese necessarie al rilascio. L'inadempimento di questa obbligazione è "ex se" foriero di danno emergente, perché costringe l'acquirente a provvedere in proprio, ovvero a ritenere l'immobile tal quale, cioè con un valore di scambio inferiore a quello che esso diversamente avrebbe, a prescindere dalla circostanza che il bene sia alienato o comunque destinato all'alienazione a terzi.

 

 
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